Plutone, il pianeta declassato

di Marco Vedovato

Il Sistema Solare, come noto, � formato dal Sole e dai pianeti che orbitano attorno ad esso oltre a una miriade di asteroidi (ossia corpi di piccole dimensioni) e comete. Gli asteroidi, a differenza dei pianeti che sono sempre sferici, hanno usualmente una forma irregolare che li rende simili a delle gigantesche patate, con dimensioni da pochi metri ad alcune centinaia di chilometri. Soltanto negli asteroidi pi� grandi la gravit� riesce a dare loro la forma di sfera.

Gli asteroidi conosciuti sono raggruppati per la maggior parte in due grandi famiglie: quelli rocciosi appartenenti alla Fascia Principale, la cui orbita � compresa tra quelle di Marte e Giove, e quelli ghiacciati (nei quali l'acqua � un componente importante) della remota Fascia di Edgeworth-Kuiper, dal nome dei due astronomi che ne intuirono su base teorica l'esistenza, che si estende al di l� dell'orbita del pianeta Nettuno.

Questa premessa per chiarire la questione di Plutone, che fu osservato per la prima volta nel 1930 da Clyde Tombaugh, giovane astronomo in servizio presso il Lowell Observatory, l'Osservatorio Astronomico creato anni prima dall'eccentrico miliardario statunitense -grande appassionato di astronomia- Percival Lowell.

Questo gelido mondo lontano dista dal Sole circa 6000 miliardi di chilometri, quaranta volte la distanza che separa la Terra dal Sole e la sua temperatura superficiale � valutabile attorno ai 200 gradi centigradi sotto zero.

Dopo la scoperta ci si rese presto conto come Plutone fosse molto piccolo, poco pi� di 2000 chilometri di diametro -meno della nostra Luna-, rispetto agli altri "classici" pianeti allora noti (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno); inoltre aveva -ed ha- un'orbita stranissima che lo porta in alcuni periodi ad avvicinarsi al Sole pi� di Nettuno. Nonostante questo, Plutone rimaneva il pianeta "mediamente" pi� distante dal Sole, quindi meritevole di essere guardato come nuova estrema frontiera del Sistema Solare.

Nel 1978 si scopr� che Plutone era accompagnato da una luna, poi chiamata Caronte; recentissima (2006) la scoperta di ulteriori due piccolissime lune.

I recenti progressi nelle tecniche osservative hanno portato a scoprire mondi ancora pi� lontani di Plutone; si tratta appunto degli asteroidi ghiacciati della citata "Fascia di Edgeworth-Kuiper". I dati raccolti rendevano evidente come la forma dell'orbita di Plutone, oltre la sua piccolezza (sia pure sufficiente a donargli la forma di una sfera), lo apparentasse di pi� a questi asteroidi che ai pianeti "classici" come la nostra Terra, Marte o il gigantesco Giove. Il dubbio se Plutone fosse solo un grosso asteroide della fascia di Edgeworth-Kuiper si � ancor pi� rafforzato dopo la scoperta di un asteroide, appartenente a questa Fascia, con un diametro di ben 1000 km, circa la met� di Plutone stesso. La successiva scoperta di un ulteriore corpo, battezzato Sedna, avente all'incirca lo stesso diametro di Plutone, ha dato fuoco alle polveri.

Tutto ci� ha portato la polemica se Plutone fosse un grosso asteroide piuttosto che un "pianeta" alla svolta finale. Nell'agosto 2006, l'Unione Astronomica Internazionale (IAU), che riunisce tutti gli astronomi professionisti del mondo, ha raggiunto infatti un accordo su una precisa definizione di "pianeta"; stando alle decisioni adottate, un pianeta � un corpo celeste che:

Sulla base di questa definizione, Plutone risponde solo ai primi due requisiti ma non al terzo: infatti vicino alla sua orbita si possono appunto trovare gli asteroidi della Fascia di Edgeworth-Kuiper.

Plutone invece � da considerare come "pianeta nano", una nuova classe di corpi creata nell'occasione, definito come segue:

Questa definizione in pratica tiene conto del fatto che Plutone pur essendo molto pi� piccolo di un "pianeta" � tuttavia assai pi� grande di un asteroide normale; insomma se un asteroide fosse grande a sufficienza da riuscire ad assumere una forma sferica avr� diritto d'ora in poi a chiamarsi "pianeta-nano" distinguendosi quindi dai suoi "fratelli" pi� piccoli dalla forma a patata.

Pertanto il Sistema Solare possiede ora "soltanto" otto pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno pi� alcuni pianeti-nani dove, oltre a Plutone (appartenente alla Fascia di Edgeworth-Kuiper), troviamo Cerere e Vesta, i due pi� grossi asteroidi della Fascia Principale. Una piccola rivoluzione insomma, che segna una data importante nella storia delle scienze astronomiche e che sar� ricordata nei libri negli anni e nei secoli a venire.

Riferimenti bibliografici:
Sito dell'Unione Astrofili Italiani: www.uai.it
Wikipledia: http://it.wikipedia.org
G. Caprara, Sistema Solare, Mondadori Ed., 2001