Proseguendo nel viaggio attraverso il Sistema Solare, dopo i pianeti interni Mercurio, e Venere, era d’obbligo soffermarsi sul nostro affascinante pianeta che si trova ad una distanza dal Sole incredibilmente giusta da permettere quelle condizioni ideali per l’evoluzione della vita. Una simulazione del moto accelerato della Terra vista dalla zona di librazione lunare ci mostrò il nostro pianeta rimbalzare sull’orizzonte come una palla.
Librazione lunare: considerando che il moto di rotazione della Luna su se stessa dura quanto quello di rotazione intorno alla Terra, mostrando dunque sempre la stessa faccia, è possibile nel corso di un mese osservare parti della superficie normalmente nascoste sui bordi est e ovest, nord e sud. La causa di questo fenomeno, detto appunto di librazione, è sia l’eccentricità dell’orbita lunare che fa si che la velocità orbitale non sia costante, che l’inclinazione di circa 5° dell’orbita lunare sul piano dell’eclittica.
Allontanandosi dalla Terra di 78 milioni di chilometri si interseca l’orbita di Marte, il pianeta rosso dalle bianche calotte polari (imponenti strutture visibili da Terra), dal diametro poco più della metà di quello terrestre. La fascia degli asteroidi dei quali Cerere è il più rappresentativo per dimensione e detto pianeta nano perché perfettamente rotondo, separa Marte da Giove che distano fra loro 551 milioni di chilometri. La grande macchia rossa di Giove fotografata dalla sonda Galileo, una sorta di ciclone che si osserva da più di tre secoli, è una delle più evidenti dimostrazioni della turbolente atmosfera gioviana. Accompagnato dai suoi 16 satelliti di caratteristiche e dimensioni assai diverse, dei quali i quattro maggiori sono stati presi in considerazione, Giove ci introduce nel mondo dei giganti gassosi. Il bellissimo Saturno è apparso nelle immagini ottenute dalla sonda Cassini, avvolto dai suoi molteplici anelli, Urano, che scoperto da Herschel nel 1781 è circondato dai suoi cinque satelliti che portano il nome dei protagonisti di “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare e Nettuno, che coi suoi 4.5 miliardi di chilometri di distanza dal Sole, rappresenta il più lontano dei pianeti in quanto Plutone è stato declassato a pianeta nano per via delle sue dimensioni. Al di là di Plutone la Fascia di Kuiper e la Nube di Oort segnano i confini del Sistema Solare.